lunedì 12 novembre 2012

Le interviste: 2 - La costruzione di una Passione - Serena Loprevite


Serena Loprevite - Foto ©Barbara Picatto
“Koinè” è una parola greca che può essere tradotta con “mescolanza”, ma è un concetto più ampio: da una koinè di differenze nasce qualcosa di nuovo che vive, palpita, evolve. Serena Loprevite, sampierdarenese di nascita, è ballerina, coreografa e insegnante di danza contemporanea a Genova. A 16 anni inizia a studiare proprio con Koinè, la compagnia di Markus Zmoelnig e Cristina Golin, e ne diventa nel giro di un anno l’assistente. Da questa nuova “mescolanza” cerca di trarre quanto può, e comincia subito a studiare in modo professionale, tra Genova e Torino. Nel 2004 si trasferisce a Bruxelles e studia presso artisti che hanno contribuito al progresso della danza contemporanea; un’esperienza formante, alla quale seguono esibizioni in Europa e in Italia, ma che a Serena non basta. “Bruxelles è una città europea in tutto: nei servizi, nelle proposte, nelle opportunità; ma io volevo creare qualcosa di solido, e viaggiare ha sempre avuto una forma ’liquida’, così dopo avere vissuto lì per un anno sono tornata a Genova.” Cosa spinge un’ artista ad abbandonare una realtà così di ampio respiro per tornare nella propria città natale? “È una scelta legata al mio profondo attaccamento alle radici. Genova è la base da cui sono partita. Quando sono tornata dal Belgio ho preso contatti con Paola Pallotti e Isabella Ruzzier e sono entrata a Spaziodanza, dove lavoro da sette anni; nel contempo, Markus mi ha lasciato la direzione di Koinè. Ho sempre avuto la fortuna di scegliere con chi avrei voluto lavorare: più della mia attività di ballerina e coreografa, sono infatti legata all’insegnamento. È un’emozione sempre nuova vedere le tue allieve crescere, impegnarsi, condividere esperienze formative” continua Serena. “La danza te la porti dentro anche se non diventerai una ballerina nella vita: si tratta di un progetto, di disciplina, qualcosa che viene edificato dentro di te lezione dopo lezione. E io sono una che ama costruire, mi piace questo concetto; non a caso ho studiato disegno industriale, sono un grafico, assemblo coreografie: tutto è costruzione!” Mattone su mattone, nella vita si ergono fortezze. Quella di Serena è qui, nel suo quartiere, insieme alle sue allieve, che la adorano e raccolgono la sua eredità: la creazione di una propria “koinè”.

1 commento:

  1. Meno male che sei tornata maestra Sere!
    Maestra Caro!

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