mercoledì 17 aprile 2013

Occhio alla vostra casella di posta!

Ecco la nostra ultima (ma non ultima!) newsletter con tutte le novità di questi ultimi mesi... non perdete lo stage di danza contemporanea con il m° Cristiano Fabbri, e le lezioni di ZUMBA TONING con Lucia Cortese! Inoltre, anticipazioni su HIGH SCHOOL CAMPUS 2013 e sui nostri corsi, ANCHE QUELLI ESTIVI!

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giovedì 11 aprile 2013

Se ti fa male il collo... del piede!

guarda questa foto su Pinterest
Ballare è bellissimo, e su questo siamo tutti d'accordo. In questo periodo di preparazione al Saggio Spettacolo, poi, siamo tutti emozionati, dallo staff agli allievi più piccoli. Molti di voi iniziano a provare anche a casa i passi delle coreografie scelte dai vostri insegnanti. Bravi, e meritevoli; ma fate attenzione ai vostri piedini, che vanno curati al minimo sospetto che qualcosa non stia andando per il verso giusto e, se necessario, mostrati a un podologo o un ortopedico.

Ecco alcuni dei principali problemi che i piedi di un ballerino possono rilevare:

Vesciche: sono bolle piene di liquido, dolorose e fastidiose, dovute allo sfregamento della pelle contro la scarpetta; rimedio della nonna, ma sempre efficace, il pediluvio con acqua tiepida; sconsigliamo di bucarle: molto meglio applicare dei cerotti appositi (in farmacia li troverete senza problemi)  che hanno il compito di riassorbire la vescica in tempi brevi senza lesionarla.

Verruche: sono legate a un'infezione o a un problema a carico del sistema immunitario, e l'asportazione è chirurgica. Rivolgetevi a un podologo e non fate mai da soli!

Calli, duroni: sono dovuti, nei ballerini, a microtraumi e sovraccarichi pressori sulla stessa zona. Se li avete, dovete necessariamente affidarvi a un professionista per rimuoverli; per prevenirli, potrebbe essere sufficiente utilizzare cuscinetti in silicone e cerotti imbottiti, anch'essi facilmente reperibili in farmacia.

Alluce valgo: è una patologia seria che comporta la "deviazione" innaturale dell'alluce verso le altre dita; nella danza, ricorre soprattutto in quei ballerini che hanno il cosiddetto piede egizio, in cui l'alluce è il dito più lungo del piede. Prima di ritrovarvi deformi, osservate le vostre estremità, e chiamate un medico se avete il sospetto che il "pollicione" stia perdendo la retta via.

Tendiniti: dolorose e identificabili dal caratteristico bruciore intenso legato al movimento, non vanno affatto trascurate, perché sono sintomo di una lesione o di un'infiammazione a carico dei tendini. Il riposo - non c'è alcuna alternativa - è la soluzione migliore per poter affrontare questa patologia. E, una volta curata da un professionista, va individuato il movimento artistico errato che l'ha generata: con l'aiuto del vostro insegnante non sarà difficile capire come ve la siete procurata e fare in modo che non accada di nuovo.

lunedì 8 aprile 2013

"Ballerina Project": il virus benefico della danza


C'è un fotografo, nato a Honolulu che abita a New York, che una mattina di tredici anni fa si è svegliato con un certo languore.

Quel tipo di languore lo conosce bene chiunque abbia nel cuore un'arte, una passione, un sogno: è quello sfarfallio di visceri che ti spinge a creare, quel movimento interiore dal quale può nascere un quadro, una poesia, un disegno... una foto.

Con quel languore, il fotografo di Honolulu, che di nome fa Dane Shitagi, ha passato giorni e notti, se l'è portato appresso per la Grande Mela, finché non gli è esploso nel cuore.

Così inizia l'ambizioso "Ballerina Project", che sta diventando un caso in tutto il mondo. Si tratta di un progetto fotografico che coinvolge ballerine professioniste, danzatrici che hanno lavorato o lavorano attualmente all'American Ballet Theater, al Boston Ballet, al Birmingham Royal Ballet, al Dresden Semperopera Ballet, e ancora Tulsa Ballet, Pennsylvania Ballet, Complexions Contemporary Ballet, Miami City Ballet, Suzanne Farrell Ballet, Ballet West and New York City Ballet; nelle loro performance artistiche vengono "congelate" da uno scatto immerso nel contesto cittadino artistico e urbanistico che ha il pregio di "restituire la danza al popolo" per usare parole dell'Huffinghton Post, in un modo semplice e d'effetto.

Questa serie di scatti di alto valore emozionale sono raccolte in più canali  - tra cui Pinterest e Facebook - e si propongono, attraverso la commercializzazione di se stesse in rete, di autosostenere il progetto e portarlo a un'evoluzione, sotto forma di cortometraggi dedicati alla danza.

Tutto il mondo ha raccolto questa idea e l'ha interpretata: qui sta il vero fulcro del progetto, il suo carattere virale che parte dalla conquista emozionale: ogni città sta facendo partire un Ballerina Project: in ogni angolo di mondo c'è poesia e arte da ritrarre attraverso la fluidità corporea dei ballerini, che è sfondo urbano e al tempo stesso forza creatrice: dal cuore della città al cuore dell'arte, l'uno sposa l'altro.
E questo ci conquista, ci ispira, ci innamora, come solo la danza sa fare.




martedì 2 aprile 2013

Hip Hop, Break Dance e Freestyle: dal Bronx al palcoscenico

New York è sempre stata un fermento di idee, novità e sperimentazioni, dovute alla grande varietà etnica che popola la città, la arricchisce e la rende quel meraviglioso melting artistico e culturale che attira ogni giorno milioni di turisti; si va per viverla, la città, la Grande Mela, per respirarne l'afrore d'entusiasmo e di sfida.
È nei Blocks del Bronx, il quartiere a maggioranza etnica ispanica e afroamericana, che nasce il germe di quello che oggi riconosciamo come un marchio che passa dalla musica, all'arte, alla danza, ben preciso e codificato.
Si parla di Block Parties già dal 1930, ma raggiungono la forma di feste di quartiere (ma molto di più, quasi un rituale collettivo) solo negli anni '70: ad attirare le folle sono i grandi impianti sonori portatili, che i Dj
utilizzavano per competere tra loro. Il primo a isolare brani di sole percussioni (i cosiddetti breakdown) fu Dj Kool Herc, considerato un po' il padre del rap; successivamente, gruppi sempre più nutriti di giovani iniziarono a ballare sopra i breaks (vi dice nulla il termine Break Dancer?) e i Masters Of Ceremonies ("Maestri di Cerimonia" di queste feste, conosciuti ancora e solo come "MC") a parlare sopra questi brani ritmici. Ecco nascere uno stile nuovo, che si ispira al toasting - la narrazione di gesta di eroi - e ai dozens, scambi di insulti in rima, unendovi passi a ritmo e con una certa attitude ( l'immancabile atteggiamento hip hop) sfacciata, di sfida.
Keith Haring fu un pittore e writer considerato principale esponente della cultura Hip Hop in arti visive
Nel ghetto la sperimentazione avanza veloce, e tutti, proprio tutti, visto il carattere corale e a costo zero di queste manifestazioni, possono apportare qualche nuovo elemento. Ecco perché al giorno d'oggi, l'hip hop ha varie forme: basti pensare al freestyle, al beatboxing (l'imitazione del suono delle percussioni con la voce), all'evoluzione artistica del writing (i graffiti, per capirci: vi ricordate Keith Haring?).

Tuttavia, la Break Dance e l'hip hop in danza rimangono differenti e distinguibili. Per Hip Hop intendiamo stili come il locking, che abbina movimenti veloci delle braccia a movimenti fluidi e molleggiati sulle gambe, sempre non dimenticando l'attitude; o il popping, che combina il funk a una rapida contrazione dei muscoli alternata a un improvviso rilassamento dei muscoli che causa una sorta di scatto (un pop, appunto) nel corpo del ballerino; talvolta, anche il krumping, una forma leggera ed espressiva della danza hip hop nata per combattere l'aggressività e l'ansia che correvano per le strade del Bronx.

Oggi la danza Hip Hop, così come la musica che la accompagna, è stata sdoganata ed è contaminata dal pop; basti pensare a Rihanna, una delle regine di questo genere, o a Pink, che nasce hip hop singer e si evolve in popstar nel giro di qualche album e, perché no, anche a Jennifer Lopez, che continua a definirsi, nonostante la virata di genere, "still Jenny from the block", sempre la Jenny del quartiere, la scugnizza che era da ragazza, quando danzava per le strade.

A noi l'Hip Hop piace: è un modo per sfogare in modo positivo le negatività, acquisire sicurezza, ritemprarsi di energia e affrontare con un po' più di grinta se stessi e il mondo.
Tutto sommato, è per questo che si è diffuso: per canalizzare tutto il magma emozionale che l'essere umano si porta dietro, quotidianamente, nel grigiore cittadino, e trasformarlo in pura arte.

martedì 26 marzo 2013

MARZO SUL PODIO!

Il mese di MARZO è stato fruttuoso per tante delle nostre attività: oltre al Ju Jitsu, siamo orgogliosi di annunciare anche i seguenti piazzamenti:

 CAMPIONATO REGIONALE DI DANZA SPORTIVA - Varazze, 10/03/02013
coppia Rebora - Bonafede classe B1 - 1a posiz. nel ballo da sala - CAMPIONI REGIONALI - 2a posiz. nel liscio tradizionale
coppia Signorini - Colombo clase B1 - finalisti nel liscio tradizionale
coppia Casertano - Coppola classe C - 1a posiz. nella combinata nazionale - CAMPIONI REGIONALI - finalisti nel ballo da sala e liscio tradizionale
coppia Colombo - Piombo classe C - 1a posiz. nel liscio tradizionale - CAMPIONI REGIONALI
coppia Raimondo - Lovotti classe C - 2a posiz. nella combinata nazionale, finalisti nel liscio tradizionale

KARATE, CAMPIONATO REGIONALE (160 iscrizioni, fra tutte le società liguri che praticano tale disciplina) -  COPPA Varazze, 24/03/2013
Individuale: ORO a Carino Andrea
Squadra: ORO a Meneghelli Emma, Rampino Sara, Facchinetti Federica
Squadra: ORO a Bisso Irene, Verde Francesca e Patrone Edoardo
Individuale: ARGENTO Petrenco Alex 
KATA- KUMITE: ARGENTO Petrenco Alex
Individuale: 3° posto Scarfò Roberto 
Individuale: BRONZO Meneghelli Emma - 4°posto Castagnino Alessia
 
CONCORSO VARIAZIONI 2013 - 23-24 Marzo @ Auditorium Sala Maestrale Assoli Classico e Neoclassico baby: 3° posto "Lo Scugnizzo" Andrea Carino
Classico e Neoclassico Senior: 3° Marta Piccardo "variazione da Il Pipistrello" - 2° Giulia Bruzzone "Variazione da Paquita"
Assoli Contemporaneo Seniores: 1° posto Valentina ProvidentiPasso a due classico baby: 3° posto "Petit pas de deux" Andrea Carino e Lucrezia Seminerio
Passo a due moderno open: 3° posto "zuccherino dolce" Ludovico Murgia e Federica Rocca
Passo a due contemporaneo open: 3° posto "Push" Chiara Orrù e Denise Uguccioni
Gruppi Classico e Neoclassico: 2° posto "Les petites riens"
Borsa di Studio a Valentina Providenti

Gruppi Classico e Neoclassico Seniores: 2° posto "Concerto in C"
Gruppi Contemporaneo Seniores: 2° posto "Icaro… deviazioni di percorso"

Assoli Classico Juniores: 2° posto Elda Berberi e Arianna Carino pari merito, con Allegro con brio e Variazione da La Bella addormentata-fata dolce
sempre categoria assoli, 3° posto Sara Hitaj, in "Divertissement", più borsa di studio!
Assoli contemporaneo juniores: 3° posto anche per Lorenzo Bosso in "Non è mai la stessa strada"
infine, per i gruppi contemporaneo juniores, 2° posto per il nostro Corso di Modern Intermedio in "Senza chiudere gli occhi"


A TUTTI VOI... CONGRATULAZIONI! :)

giovedì 21 marzo 2013

Da noi a voi: le "zie" adottive

Che cosa fa una segretaria?
A parte i soliti lavori di burocrazia, i pagamenti, le ricevute, insomma, quel che tutti fanno in qualsiasi segreteria di qualsiasi luogo in cui si offrono servizi al pubblico, c'è anche un discreto lavoro di... zia.

Sapete che noi ci siamo sempre, non soltanto per avere informazioni: è qui che i vostri figli passano gran parte del loro tempo libero, ed è giusto che possiate rilassarvi sapendoli al sicuro e protetti.

A volte capita, specie con gli adolescenti, che qualcuno di loro abbia bisogno di un consiglio. Ed è più facile sfogarsi con chi si considera adulto ma senza il rischio che si arrabbi come può accadere a mamma e papà.
E allora si viene in segreteria, ci si sfoga un po', si chiede aiuto: e noi ascoltiamo.
Che sia una confidenza su un filarino, un pianto liberatorio, o un consiglio per un regalo alla mamma o a papà: si fidano di noi. Ci vogliono bene. Crescono, si confrontano, affrontano i cambiamenti: ma sono ragazzi, e a volte vogliono sentirsi un po' coccolati. E quindi: "Erika, le caramelle ci sono?" "Erika, insomma, non è giusto, mi è successo..." "Erika secondo te che devo fare..."? E la "zia" Erika (ma anche Anna, e Noris, e Sandra...) dà loro la caramella, spiega loro perché non si devono arrabbiare, consiglia loro cosa è meglio facciano (o NON facciano).

Quando per un po' non si fanno vedere, e tornano dopo qualche anno di nuove esperienze, e ti guardano con gli occhi che luccicano, che dicono "mi sei mancata!" senza bisogno di esprimerlo a parole, ecco: io divento piccola piccola, e tutta cuore. I vostri ragazzi sono una fonte inesauribile di affetto e umanità; il merito è vostro.

Li adotto, anche se soltanto finché voi non siete di nuovo a casa, come accade alle zie vere; e io, di questo, vi sono grata. 

mercoledì 6 marzo 2013

Vieni che te lo spiego: LO STAGE

Dance Class
In ogni scuola di danza seria, di qualunque tipo e natura, dall'associazione sportiva a quella privata, non esiste  che si inizi un anno scolastico - seguendo quindi un programma ministeriale - senza prendere in considerazione gli approfondimenti didattici, meglio conosciuti come STAGE.

Lo stage è una sessione di uno o due giorni (solitamente), composta da lezioni suddivise per livelli e specifiche (dedicate solo alla danza classica, o solo a quella contemporanea, etc) tenute da insegnanti per la maggior parte esterni alla propria scuola d'origine, nomi di fama nazionale e/o internazionale, che vengono ospitati dalla struttura madre per approfondire alcuni aspetti della didattica che altrimenti non potrebbero essere trattati a fondo durante le ore di lezione. 

Sì, ma sono costosi!
Sicuri? Spaziodanza propone da anni ai propri soci stage accessibili. Ricordate che uno stage del livello da noi proposto, di solito, ha costi che si aggirano intorno alle centinaia di euro; noi siamo da sempre attenti a non superare certi limiti agevolando i soci come possiamo.

Va bene, ma mio/a figlia non vuole fare la ballerina da grande!
Capiamo; però il corso di danza che sta frequentando è impostato seriamente e segue, come già detto in precedenza, un programma ministeriale. Fa parte della didattica della nostra A.S.D., ormai lo sapete; è caldamente consigliato che tutti gli alunni, SPECIE COLORO CHE PARTECIPANO A CONCORSI NAZIONALI, li frequentino. È anche una questione di remunerazione a doppio senso: noi offriamo di più ai nostri soci, ed essi frequentando migliorano e dimostrano serio impegno, dando anche molta più soddisfazione all'insegnante, che di solito si presta a prepararli per le gare per parecchie ore settimanali.

Sì, ma non possono essere obbligatori.
Lo dovrebbero essere, specie per le categorie citate, e cioè gli "agonisti". Chiaro: nessuno vi punta una pistola alla tempia, ma ci aspettiamo che - se avete scelto noi - sappiate come la pensiamo sugli aggiornamenti didattici e condividiate il nostro punto di vista.

Non si cresce se non si approfondisce, non vi pare? :)