sabato 22 settembre 2012

Oggi è sabato, domani non si va a scuola...

... Quindi ci concediamo una pausa "faceta" e vi proponiamo un pezzone che sta avendo un discreto successo nelle lande di Facebook, ovvero...

POCAHONTAS e RED BULL
alias
ROBERTA e ILARIA

nella parodia di "CALL ME MAYBE" di Carly Rae Jepsen, ossia il brano che sta spopolando ovunque, in rete, in discoteca, nelle lezioni di Video Dance di Mara, etc etc etc.

BUON FINE SETTIMANA A TUTTI!!! :)

mercoledì 19 settembre 2012

Il Musical: "A Chorus Line"


Siamo allo Shubert Theatre, ed è il 25 luglio 1975. Michael Bennet mette in scena il musical tratto dal suo soggetto, sotto la sua regia. Metateatro, ossia "teatro che racconta il teatro",  in scena va la messa in scena stessa.
Ed è il trionfo.





"A Chorus Line" è concepito sulla base di alcuni workshop registrati insieme a diversi ballerini, di cui 8 entrarono realmente a far parte del cast originale. Bennet ha un'intuizione che farà la sua fortuna: perché non portare sul palco la fatica, il sacrificio, la tensione di un percorso che viene tracciato passo per passo, fallimento per fallimento, trionfo per trionfo dei ballerini oggetto della selezione? Soltanto 8 di loro diverranno la "chorus line" dello spettacolo, tutti gli altri verranno scartati, ma ognuno di loro vivrà in modo diverso l'esperienza; e questo pretesto narrativo permetterà a Bennett di raccontare le vite di ognuno di loro, come si sono accostati alla danza, quali sono i loro obiettivi, quanta fatica hanno fatto e quanta hanno intenzione di farne, pur di arrivare. "A Chorus Line" è soprattutto la messa in scena di un amore: quello per la danza, che accomuna tutti i protagonisti, e che è il solo, vero collante di tutto il gruppo. Il brano "What I did for Love" parla esattamente di questo: quanto  siamo disposti a dare, per amore di quest'arte? Nella trasposizione cinematografica la canzone viene trasformata in una dichiarazione d'amore, ma nel musical il significato delle parole è chiaro:




"Kiss today goodbye,
The sweetness and the sorrow.
Wish me luck, the same to you.But I can't regretWhat I did for love, what I did for love.Look my eyes are dry.The gift was ours to borrow.It's as if we always knew,And I won't forget what I did for love,What I did for love"

Il risarcimento di tanta fatica è il palcoscenico: i ballerini, uno ad uno, esauriranno la tensione nella selezione che il regista, scomparendo dal palco, eseguirà come un deus ex machina, mettendo il pubblico in mezzo a sé stesso e ai ballerini, rendendolo partecipe del processo; chi entrerà a far parte della chorus line avrà trovato l'agognata ricompensa, gli esclusi dovranno uscire di scena.

Ma il finale vero e proprio riscatterà anche i perdenti, con un indimenticabile ensable in cui non esisteranno più né vincitori né vinti, ma tutti gli artisti si esibiranno in "One", inondati di glitter e di luci, quelle stesse luci da cui tutto ha avuto inizio.

Godiamocelo in questo video con nientemeno che Mikhail Baryshnikov e Liza Minnelli.


martedì 11 settembre 2012

L'eredità del signor Bianchi

Gino Bianchi era un marinaio.
Un marinaio che ha vissuto la seconda guerra mondiale, un uomo che, come tanti altri, è partito per combattere lontano dal suo paese, e non si è lasciato abbattere dalle brutture del conflitto.
Si può pensare, se non si è vissuta, che durante una guerra niente abbia più un senso. E invece è proprio quando è difficile restare vivi che si apprezza ancora di più la vita e le cose del mondo, l'umanità che non ha colpa, la cultura di ogni singolo paese. Così, il Signor Bianchi, Italiano - che era già campione di Savate quando partì - nella colonia giapponese di Tien Sing, in Cina, imparò il Ju Jitsu.
Quel che non si è ancora detto, è che il Signor Bianchi era anche genovese: quando tornò nella nostra bella città, moltissimo c'era da fare. La guerra era finita, sì, ma l'Italia era rimasta profondamente ferita. I nostri concittadini e connazionali avevano un'altra guerra da affrontare, quella con la vita, questa volta. Bisognava rimboccarsi le maniche, ricostruire, fare in modo di restituire ai propri figli il futuro che era stato loro rubato.
E così, ciascuno, nel suo piccolo, iniziò a lavorare sodo, a mettersi in gioco. Per uno come il signor Bianchi, che la guerra e la morte le aveva viste, toccate, annusate, sentite urlare, quasi sembrò un nuovo inizio tutta quella fatica che lo aspettava, un regalo della vita.
Aprì così, in un quadro drammatico di dopoguerra, la sua prima scuola di Ju Jitsu, con pochi, pochissimi allievi. La sua palestra crebbe, piano piano, grazie ad allievi affascinati da quest'arte marziale, tanto che presto dovette trasferirne la sede in Via Famagosta, per stare più comodo, e lì rimase.
Il Signor Bianchi, che ormai era diventato il Maestro Bianchi, ebbe una grande fortuna, non soltanto perché aveva superato una terribile guerra, non soltanto perché era riuscito a risollevarsi con quanto, coraggiosamente, aveva imparato in quei giorni bui. Ebbe una grande fortuna, perché quando scomparve, i suoi allievi vollero razionalizzare il suo metodo, e ne fecero regola. Ogni anno, A.I.J.J., per commemorare il Maestro Bianchi, indice a Genova un torneo che porta il suo nome: fu questo umile signore che fece del Ju Jitsu quel che conosciamo oggi, quel che vedete fare ai vostri figli quando vengono da noi, quello che avete a vostra volta fatto quando eravate piccoli, e quel che fa ancora oggi il nostro Maestro Fazio, con rigore, impegno, passione e rispetto per quest'arte, e per il Signor Bianchi, che ce l'ha portata a casa.

sabato 8 settembre 2012

Un violoncello e un passo di danza

Il bello di questo lavoro è che ogni giorno capitano cose che, se me ne stessi chiusa in un ufficio grigio a compilare moduli e bolle, non potrei mai vivere con questa ispirazione.

Nei giorni scorsi Cristiano Fabbri, Antonio Caporilli, Rocco Colonnetta e Serena Loprevite hanno provato a Spaziodanza2 i balletti preparati per il Festival Corpi Urbani (che stasera vedrà in programma a Villa Bombrini  Attorno al Cuore, con Cristiano Fabbri e la compagnia Koinè di cui fanno parte Rocco e Serena: vi consiglio di non perderlo, l'appuntamento è alle 17), e a un certo punto, è arrivato lui - bellissimo, elegante - irradiando una grande ispirazione in tutti: il Violoncello (con la V maiuscola). Il Maestro Giovanni Ricciardi, che era lì per accompagnare Caporilli e Fabbri, ci ha raccontato che la sua storia risale al 1800. Chi lo avrà suonato, attraverso quante vite sarà passato? Quali storie avrà narrato con le sue corde, chi avrà consolato con la sua musica, quanti amori avrà visto nascere, o morire?
Gli strumenti musicali sono sì, strumenti, e per definizione mediano tra l'artista e chi fruisce del prodotto artistico; ma ne sono anche parte integrante, tanto che è facile che agli occhi dei musicisti assumano quasi tratti umani. Io stessa mi sono ritrovata più volte a guardare il mio pianoforte con affetto e gratitudine; se ci pensate, è una cosa da pazzi. Eppure provo davvero un sentimento nei confronti di quei tasti bianchi e neri che, nei momenti più allegri e in quelli più bui, mi hanno aiutata a liberarmi delle nuvole nere, o a tradurre in musica una felicità che è impossibile altrimenti esprimere a parole.

Così, alla fine, i "Corpi Urbani" sono aumentati di uno: anche Mr. Violoncello ha preso parte alla magia del balletto, danzando a suo modo insieme a Cristiano, Antonio, Serena e Rocco, sotto il tocco sapiente del Suo Maestro.

martedì 4 settembre 2012

Prime novità per l'A.S. 2012-2013

la nostra nuova, magica Newsletter!
A Giugno vi avevo anticipato che ci sarebbe stata una rivoluzione completa di tutti i nostri servizi, senza togliervi nulla, ovviamente, ma arricchendo ancora di più la nostra offerta; questo non solo per quanto riguarda i corsi e l'iscrizione annuale (a proposito: visto i nuovi metodi di pagamento che abbiamo pensato per voi? Mensile, Bimestrale, Trimestrale, per famiglie, su più attività... avete solo l'imbarazzo della scelta!), ma anche e soprattutto per il "socio". Non abbiamo mai pensato all'Associazione in altro modo se non a un gruppo unito di persone unite da una grande passione per lo sport e per l'arte (mi ripeto, ma è perché ciò rappresenta una grande verità e sta alla base della nostra filosofia da sempre). Per questo motivo abbiamo attivato una pagina facebook che, oltre a fornire aggiornamenti in tempo reale, offre uno spazio di divertimento e condivisione.

Per chi è troppo di fretta per consultare facebook perdendosi nella timeline, c'è comunque Twitter: tutte le notizie compaiono sotto forma di comodi links. Basta un clic, e non dovete sprecare un secondo!

Ultima, ma NON ULTIMA, la bellissima NEWSLETTER (clicca per visualizzare la prima!): colorata, divisa in sezioni d'interesse, condensata per non annoiarvi, vi terrà compagnia e come facebook vi aggiornerà sulle ultime notizie e sulle curiosità che capiteranno durante l'anno!
Se non vi è arrivata, niente paura: QUI c'è il link che porta alla pagina d'iscrizione!

Bellissima, non trovate? Ok ok... lo so... l'ho fatta io, per forza mi piace! Ma vi ho mai delusi? :)))

Ci sentiamo presto su queste (tante) pagine!!!

La vostra pazzerella Segretaria di Spaziodanza2

Erika

lunedì 27 agosto 2012

Ricominciare

L'inizio dell'Anno Sportivo è emozionante quanto la chiusura estiva: l'uno perché tutto è ancora in costruzione: ci sono progetti, obiettivi da raggiungere, lavoro da preparare, e il fermento inizia almeno sette giorni prima (non è un caso, infatti, che abbia ricominciato a scrivere per voi qui sopra, dopo le vacanze, proprio oggi!); l'altro perché è la resa dei conti,  il momento in cui si fa il bilancio di tutto il duro lavoro svolto e si guarda il risultato, misurando la distanza dal punto in cui si è partiti sino a quello a cui si è arrivati.

Sono entrambi momenti di grande energia: perché tutti (soci, istruttori e segretarie) torniamo un po' meno isterici, riposati, e pieni di buone intenzioni. L'anno per noi non inizia mai a gennaio: tutto parte da settembre.

E quest'anno ve la combiniamo grossa: ci saranno tante novità, come la zumba per gli adulti, la video dance per i bambini, un corso in più di hip hop con la maestra Vanessa per i bimbi più piccoli, gli approfondimenti alternati ogni lunedì a spaziodanza2 di bollywood e tribal bellidance oltre alla danza del ventre con Ailema, fit boxe , ginnastica dolce con Anna e qi gong e tai chi con Cristiano, la nostra new-entry; e i consueti corsi che conoscete già molto bene: danza classica e perfezionamento, moderna, contemporanea, hip hop, tango, ballo liscio (sia amatoriale che professionistico), caraibico con Marco e Simona, pilates, recitazione per ragazzi, ju jitsu e karate per tutti i livelli...e stage di danza classica, hip hop e moderna, fino al saggio spettacolo di fine anno!

Settembre sarà un mese di prove selvagge, in cui dovremo aiutare a scegliere tante persone, e non sempre sarà facile, perché molti non avranno le idee chiare e andranno spronati a cercare il corso più adatto alle proprie esigenze; ma di una cosa potete essere certi, e cioè che saremo lì pronte ad aiutarvi, a consigliarvi, ad ascoltarvi, perché questo facciamo sempre e per passione, perché diventare socio di A.S.D. Spaziodanza significa essere parte di un gruppo forte e solido di persone che amano quello che fanno.

Non potremmo mai essere diversi. E se avete scelto di entrare in questa grande e strampalata famiglia, è perché nemmeno voi potreste concepire danza e sport in maniera meno appassionata.

Ci vediamo in entrambe le sedi, per i corsi, dal 10 settembre, e in segreteria a partire dal 3 settembre!
Bentornati a tutti, dal cuore! 


venerdì 10 agosto 2012

TRA LE PAGINE, SULLA SABBIA

Durante la pausa estiva le occasioni per danzare non dovrebbero mancare, ma certamente non è la stessa cosa che allenarsi ogni giorno o frequentare le lezioni durante l'anno sportivo.

Sotto l'ombrellone, però, si potrebbe guardare la propria disciplina da un'altra angolazione, per esempio quella letteraria. Moltissimi, infatti, sono i libri sulla danza: dai manuali teorici alle biografie e autobiografie, non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Ecco allora qualche spunto interessante sul tema per non spezzare il sottile filo rosso che ci lega alla nostra Passione e  al tempo stesso arricchire il nostro bagaglio culturale ancora di più, senza sentirci dei traditori!

Buona lettura, e buone vacanze!


M. BEJART - LETTERE A UN GIOVANE DANZATORE 
Maurice Béjart, uno dei più grandi coreografi del XX secolo, scrive a un giovane che vuole consacrare la sua vita alla danza. Scritto in occasione del Natale dell’anno 2000, questo testo racconta due sue grandi passioni: la danza e la formazione artistica e umana dei giovani talenti. Nel corso della sua vita, infatti, Béjart non solo creò e interpretò celeberrime coreografie, ma fondò anche tre scuole da cui sono usciti alcuni dei più grandi ballerini di oggi. In pagine ispirate, lucide e commoventi, Béjart, ormai vecchio, si confronta con l’energia e le speranze tipiche di un giovane che ha tutta la vita davanti a sé e consegna al lettore una sorta di testamento spirituale, tanto essenziale quanto vibrante di una straordinaria forza interiore. L’artista parla di sé e della sua arte, vissuta innanzitutto come ricerca di ciò che è universale ed è espressione dell’unicità di Dio. Queste lettere sono una testimonianza preziosa di un percorso iniziatico fecondato da numerose tradizioni religiose e spirituali, dallo yoga allo zen, al cristianesimo. Béjart vi distilla una saggezza profondamente umana, rivolta innanzitutto alle nuove generazioni.

R.BOLLE - LA MIA DANZA
“Ho saputo fin da bambino che sarei stato un ballerino: ballavo sempre, anche davanti alla tv con Cicale di Heather Parisi.” Lui è il ballerino più famoso, amato, desiderato del mondo. Corpo perfetto, sorriso contagioso, movimenti potenti e aggraziati. Un vero principe azzurro, calzamaglia compresa. Grazie alla sua eccezionale bravura e al suo fascino è diventato simbolo e ambasciatore della danza, riuscendo in quell’impresa che è solo dei grandissimi: portare una disciplina “alta” al grande pubblico. Parco di apparizioni televisive e poco incline alla operazioni commerciali, Bolle, con questo cofanetto, offre ai suoi ammiratori la prima, vera occasione di “portarselo a casa”. Un dvd con quasi due ore di spettacolo, il magnifico gala Roberto Bolle and Friends, nel quale il ballerino italiano si esibisce coi migliori coreografi e interpreti del mondo nella cornice magica del Giardino dei Boboli di Firenze. E un libro in cui Bolle racconta la sua storia (inizi difficili compresi) e la sua passione, l’autoritratto di un artista e di un uomo ricco di riflessioni e di aneddoti (come quella volta che Nureyev...). Ad arricchire il tutto una raccolta di foto, anche inedite, di oggi e di ieri.

V. NIJINSKY - DIARI
Quando Djagilev lo lanciò, nel 1909, Nijinsky era un giovanissimo allievo della scuola di danza di Pietroburgo. In breve sarebbe diventato uno degli esseri più osannati e idolatrati d’Europa – e il culto è continuato sino ad oggi. Ma l’equilibrio della persona Nijinsky era fragile: su di lui incombeva la follia, che lo avrebbe presto travolto. E proprio sulla soglia della follia Nijinsky scrisse, nel 1919, questi Diari, dove con doloroso candore, martellamenti maniacali e la lucidità del delirio traccia il suo autoritratto – e insieme fa emergere la sua versione della storia dei Balletti Russi.


S. ATZORI - COSA TI MANCA PER ESSERE FELICE?
Simona Atzori è nata senza braccia, ma ha saputo trasformare questo handicap in un punto di forza, e realizzare i suoi grandi sogni: dipingere e diventare una ballerina (ha danzato anche con Roberto Bolle). Da qualche anno Simona viene chiamata da scuole, associazioni, aziende e programmi tv per raccontare la sua storia, ma soprattutto la sua filosofia. Ovvero che ognuno è diverso a modo suo, e non ci manca proprio niente per essere felici.




R. FARRIS THOMPSON - TANGO: STORIA DELL'AMORE PER UN BALLO
Dimenticate tutto ciò che pensavate di sapere sul tango e ricominciate da zero. Con questo libro straordinario, ormai considerato una pietra miliare, il musicologo, storico e antropologo Robert Farris Thompson ci conduce attraverso il mistero del più praticato, sensuale ed enigmatico dei balli. Per scoprirne autori di musica e testi, da Carlos Gardel a Jorge Luis Borges. Distinguerne influenze e contaminazioni, dall’habanera alle opere di Rossini. Capirne ritmi e filosofia, tra amore e follia e morte. Seguirne evoluzione e cambiamenti fino ai giorni nostri. Piangerne la decadenza e l’eccessiva commercializzazione. Celebrarne la rinascita con i maestri di forme moderne e rinnovate. Decodificarne i movimenti e i passi, dai più semplici ai più complicati e ricchi di storia vissuta. Esaustivo, straripante di dettagli, denso di testi e fotografie inedite, affascinante come il più esotico dei viaggi, un libro che è “l’unica storia culturale di un ballo di passione, e sulla passione per un ballo” (da: Publishers Weekly).